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Quanto guadagna un UGC Creator? Prezzi e tariffe

Katrina Parra · · Aggiornato il · 11 min

Le tariffe di un UGC Creator dipendono dall'esperienza, dal tipo di contenuto, dal lavoro richiesto da ogni video e dai diritti d'uso chiesti dal brand. In questa guida trovi prezzi indicativi per video UGC ed extra, oltre ai fattori da considerare per calcolare quanto chiedere.

Quanto guadagna un UGC Creator

Se stai iniziando come UGC Creator, probabilmente uno dei tuoi primi dubbi è: quanto dovrei chiedere per un video UGC?

Non esiste una tariffa ufficiale né un prezzo che vada bene per tutti. Un video semplice da 15 secondi non richiede lo stesso lavoro di una dimostrazione di prodotto da 60 secondi con più scene, montaggio, sottotitoli e diversi hook.

Per questo, più che copiare la tariffa di un altro creator, devi capire cosa stai facendo pagare, quanto lavoro comporta e cosa potrà fare il brand con il contenuto dopo averlo ricevuto.

Cosa influisce sul prezzo di un contenuto UGC?

Prima di fissare una tariffa, tieni presente che non tutti i video richiedono lo stesso lavoro. Il prezzo può salire o scendere parecchio a seconda delle caratteristiche del progetto.

I fattori principali da valutare sono:

  • Esperienza e portfolio. Più progetti e migliori esempi puoi mostrare, più sarà facile giustificare tariffe più alte.

  • Qualità del contenuto. Riprese, luce, montaggio e narrazione migliori possono aumentare il valore dei video.

  • Specializzazione. I creator specializzati in certe nicchie possono chiedere di più quando c'è domanda per quel tipo di contenuto.

  • Formato e durata. Un video da 15 secondi e uno da 90 secondi richiedono livelli di produzione diversi.

  • Riprese e montaggio. Più scene, sottotitoli, musica, voce fuori campo o effetti aumentano il tempo di produzione.

  • Numero di versioni. Hook, call to action o formati aggiuntivi andrebbero previsti nel preventivo.

  • Revisioni. Conviene stabilire quanti giri di modifiche sono inclusi e far pagare a parte quelli in più.

  • Diritti d'uso. Se il brand userà il contenuto in pubblicità, bisogna definire per quanto tempo e su quali canali.

  • Tempi. Una consegna urgente può giustificare un costo aggiuntivo.

  • Spostamenti o esigenze particolari. Una location specifica, la presenza di altre persone o determinate esigenze di produzione possono far salire il prezzo.

Conta anche chi pubblica il contenuto. Se il brand usa il video sui propri canali, stai facendo pagare soprattutto la creazione del contenuto e i diritti concordati. Se vuole anche che lo pubblichi sui tuoi profili, entra in gioco il tuo pubblico e va valutato come un servizio diverso.

Quanto chiede un UGC Creator per un video?

Non esiste un tariffario ufficiale per gli UGC. Però avere dei range indicativi può aiutarti a preparare i primi preventivi.

Come riferimento, queste sono le tariffe suggerite per video in base al livello di esperienza del creator:

Durata

Principiante

Creator in crescita

Professionista

Video da 15 s

40–60 €

70–120 €

120–180 €

Video da 30 s

60–100 €

120–180 €

180–300 €

Video da 60 s

100–140 €

180–240 €

300–450 €

Video da 90 s

140–180 €

240–300 €

450–600 €+

Questi range sono indicativi, non tariffe obbligatorie né prezzi ufficiali del mercato. Ogni creator può fissare i propri prezzi e adattarli in base alla complessità del progetto, alla sua esperienza, alla domanda e alle condizioni della collaborazione.

Inoltre, il prezzo base del video non deve per forza includere tutti i servizi aggiuntivi né tutti i diritti d'uso.

Quanto chiede un UGC Creator alle prime armi?

Se hai un portfolio piccolo e meno di sei mesi di esperienza, puoi partire con tariffe competitive mentre ottieni progetti e migliori i tuoi esempi.

Come riferimento, potresti posizionarti più o meno su:

  • 40–60 € per un video da 15 secondi.

  • 60–100 € per un video da 30 secondi.

  • 100–140 € per un video da 60 secondi.

  • 140–180 € per un video da 90 secondi.

Questo non significa che debba chiedere sempre queste cifre. Usale come punto di partenza per costruire le tue tariffe.

Alcuni creator all'inizio accettano collaborazioni in cambio di prodotti o servizi, per fare pratica e creare contenuti per il portfolio. Però ricevere un prodotto non sostituisce automaticamente un compenso quando un brand chiede un lavoro professionale con brief, scadenze, revisioni o diritti specifici.

Se non hai ancora lavorato con dei brand, puoi creare esempi con prodotti che hai già. Un buon portfolio UGC dovrebbe permettere a un'azienda di capire in fretta il tuo stile, la qualità dei tuoi video e i formati che sai produrre.

Quanto può chiedere un UGC Creator con esperienza?

Man mano che costruisci un portfolio più solido e accumuli esperienza, puoi alzare gradualmente le tue tariffe.

Un creator in crescita, con circa 6-24 mesi di esperienza e un portfolio consolidato, può prendere come riferimento range di 70-300 € a video, a seconda soprattutto della durata e delle caratteristiche del contenuto.

Un profilo professionale con diversi anni di esperienza, una buona qualità di produzione, fotocamere e accessori professionali e un portfolio solido può arrivare anche a superare i 600 € a video, soprattutto per video lunghi o progetti con esigenze di produzione più alte.

L'esperienza, però, non si misura solo in anni o numero di collaborazioni. Contano anche la qualità dei contenuti, la capacità di interpretare un brief, rispettare le scadenze, comunicare con i brand e produrre contenuti adatti a obiettivi diversi.

Non devi copiare le tariffe di altri creator. L'importante è saper spiegare cosa include il tuo prezzo e perché il tuo lavoro vale quella cifra.

Quali extra può far pagare un UGC Creator

Oltre al prezzo base per creare un video, ci sono lavori che richiedono più tempo, risorse o produzione. Questi extra si possono far pagare a parte, così il preventivo riflette meglio quello che comporta davvero ogni progetto.

Hook aggiuntivo. Se un brand vuole più versioni dell'inizio dello stesso video per testare approcci diversi, puoi far pagare ogni hook in più. Come riferimento, può valere tra 10 e 60 € in base alla tua esperienza.

Scrittura dello script. Se il brand non fornisce lo script e si aspetta che sia tu a sviluppare struttura, messaggi e taglio del video, la scrittura andrebbe considerata un lavoro aggiuntivo. Come riferimento, puoi chiedere tra 30 e 120 €.

Presenza di un animale domestico. Inserire un animale può richiedere più tempo di ripresa e diversi ciak prima di ottenere il risultato giusto. Puoi valutare questo extra tra 10 e 70 €.

Presenza di un bambino o una bambina. Quando il contenuto richiede la partecipazione di un minore, la produzione può essere più complessa e richiedere più tempo e preparazione. Come riferimento indicativo, questo extra può stare tra 30 e 250 €.

Revisione aggiuntiva. Definisci fin dall'inizio quante revisioni include la tua tariffa. Se il brand chiede modifiche in più rispetto a quanto concordato, puoi chiedere tra 20 e 100 € per una revisione extra, a seconda del lavoro necessario.

Formato aggiuntivo. Se consegni lo stesso contenuto adattato a un altro formato o rapporto d'aspetto, per esempio una versione diversa per un'altra piattaforma, puoi aggiungere circa 10-50 €.

Foto UGC. Se oltre ai video il brand ha bisogno di foto del prodotto o di contenuti lifestyle, puoi metterle a preventivo a parte. Il range indicativo può andare da 20 a 200 € a foto, a seconda dell'esperienza e della complessità della produzione.

Riprese in esterna. Se il contenuto va girato all'aperto, puoi applicare un extra per il tempo e la produzione in più che servono per trovare la location giusta, preparare le riprese e lavorare in condizioni meno controllabili, come luce, rumore o meteo. Come riferimento, puoi aggiungere tra 50 e 200 €, a seconda della complessità delle riprese.

Spostamento in una location. Quando il contenuto va girato fuori casa o in un luogo specifico, devi considerare lo spostamento, il tempo e le eventuali spese. Come riferimento, questo extra può stare tra 100 e 500 € o più.

Diritti d'uso per la pubblicità. Se il brand vuole usare il contenuto nelle campagne a pagamento, puoi far pagare i diritti d'uso a parte. Come riferimento, di solito si calcolano come una percentuale sulla tariffa base, per esempio un 50% in più per 3 mesi di utilizzo.

Consegna rapida. Se un brand ha bisogno del contenuto in tempi ridotti, per esempio in 3 giorni, puoi applicare un supplemento per l'urgenza di circa 20-100 €.

Questi prezzi sono indicativi e non tariffe ufficiali. Puoi adattarli in base alla tua esperienza, al tempo che richiede ogni attività e alla complessità del progetto. L'importante è chiarire fin dall'inizio cosa include il prezzo base e quali servizi si pagano come extra.

Come far pagare i diritti d'uso dei contenuti UGC?

È uno dei punti più importanti quando prepari una tariffa.

Creare un video e concedere a un brand il diritto di usarlo in pubblicità non sono per forza la stessa cosa.

Prima di accettare una collaborazione, conviene definire:

  • se il contenuto verrà usato solo in modo organico o anche in pubblicità;

  • per quanto tempo potrà essere usato;

  • su quali piattaforme;

  • in quali territori;

  • se il brand potrà modificarlo o crearne nuove versioni;

  • e se ci sono altre condizioni di sfruttamento del contenuto.

Puoi stabilire un periodo iniziale di diritti all'interno del progetto e far pagare le estensioni quando il brand vuole continuare a usare i contenuti.

Per esempio, se decidi di includere 3 mesi di diritti d'uso nella tua tariffa, puoi poi stabilire una percentuale aggiuntiva per ogni estensione. Un riferimento possibile è chiedere circa un 50% in più per ogni 3 mesi extra.

Così, se un progetto costa 100 €, un'estensione del 50% vale 50 € in più.

Non esiste una percentuale universale per i diritti UGC. L'importante è stabilire chiaramente cosa include il tuo prezzo prima di consegnare il contenuto.

Come trovare collaborazioni e dare un prezzo al tuo lavoro

Per ottenere collaborazioni puoi contattare direttamente i brand, presentare il tuo portfolio e spiegare che tipo di contenuti produci. Puoi lavorare anche con agenzie UGC come byCreators, che fanno da intermediarie tra brand e creator e possono contattarti quando il tuo profilo è adatto a una campagna.

Un'altra opzione è usare Huuk, una piattaforma UGC self-service dove i brand possono scoprire UGC Creator e gestire direttamente le collaborazioni. Come creator puoi mostrare il tuo profilo, indicare i tuoi prezzi e ricevere proposte dai brand interessati ai tuoi contenuti.

Quando ricevi una proposta, non dare un prezzo prima di aver capito esattamente cosa serve al brand. Verifica prima:

  • quanti contenuti devi creare;

  • durata e formato;

  • se devi scrivere lo script;

  • se devi consegnare il video montato o anche i file originali;

  • se servono hook o versioni aggiuntive;

  • quante revisioni sono incluse;

  • dove verrà pubblicato il contenuto;

  • se verrà usato in pubblicità;

  • per quanto tempo servono i diritti;

  • e qual è la scadenza di consegna.

Con queste informazioni potrai preparare un preventivo molto più preciso.

Cosa considerare per fatturare come UGC Creator in Italia?

Se vieni pagato per creare contenuti per i brand, devi tenere conto degli obblighi fiscali e previdenziali che riguardano la tua attività.

In Italia la distinzione principale è tra lavoro autonomo occasionale e attività abituale. Se crei contenuti in modo saltuario, senza continuità né organizzazione, puoi in genere farti pagare con una prestazione occasionale. Se invece l'attività diventa abituale, continuativa o organizzata, serve aprire una Partita IVA. Dal 2025 esiste anche un codice ATECO specifico per influencer e content creator, il 73.11.03, introdotto con la nuova classificazione ATECO 2025 dell'ISTAT.

Per questo non conviene affidarsi a regole semplificate come “fino a 5.000 euro non serve la Partita IVA”. Quella soglia riguarda i contributi: per il lavoro autonomo occasionale, l'iscrizione alla Gestione Separata INPS scatta quando il reddito annuo supera i 5.000 euro (INPS). Se l'attività è abituale, la Partita IVA serve a prescindere dall'importo.

Con la Partita IVA molti creator che iniziano scelgono il regime forfettario, accessibile con ricavi o compensi annui fino a 85.000 euro: prevede un'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività, se ricorrono i requisiti (Agenzia delle Entrate). La gestione INPS a cui iscriversi può dipendere da come è organizzata l'attività.

Se inizi a farti pagare con regolarità per collaborazioni UGC, rivolgiti a un commercialista per capire quali obblighi si applicano alla tua situazione.

Come migliorare le tue tariffe nel tempo

I tuoi prezzi non devono restare uguali per sempre.

Man mano che migliori il portfolio, alzi la qualità della produzione, ottieni più richieste o sviluppi una specializzazione, puoi rivedere gradualmente le tue tariffe.

Alcune buone pratiche:

  • parti con tariffe competitive se stai ancora costruendo il portfolio;

  • alza i prezzi quando crescono la tua esperienza e la domanda;

  • fai pagare a parte i lavori aggiuntivi;

  • limita con chiarezza le revisioni incluse;

  • definisci i diritti d'uso;

  • rivedi periodicamente i tuoi prezzi.

Evita di copiare le tariffe di altri creator senza capire cosa offrono. Due video da 30 secondi possono avere costi completamente diversi se uno richiede una sola ripresa e l'altro uno script, cinque scene, voce fuori campo, montaggio, sottotitoli e diritti pubblicitari.

La tua tariffa deve riflettere il lavoro reale che richiede il progetto e il valore dei diritti che stai concedendo.

Non c'è una risposta unica a quanto guadagna un UGC Creator. Come riferimento indicativo, un video può partire da circa 40-60 € per un contenuto breve realizzato da un creator alle prime armi e superare i 600 € per i profili professionali o le produzioni più impegnative.

La durata è solo una parte del prezzo. Esperienza, qualità, montaggio, revisioni, extra, tempi e diritti d'uso possono cambiare parecchio il preventivo finale.

Se stai iniziando, usa i range come riferimento, crea un portfolio che dimostri cosa sai fare e definisci chiaramente cosa include ogni tariffa.

Domande frequenti

Quanto chiede un UGC Creator per un video?

Dipende dall'esperienza, dalla durata e dalla complessità del contenuto. Come riferimento, un video può partire da 40-60 € per un creator alle prime armi e superare i 600 € per i profili professionali. Extra e diritti d'uso possono far salire il prezzo finale.

Quanto dovrei chiedere per il mio primo video UGC?

Se stai iniziando, puoi prendere come riferimento 40-60 € per un video da 15 secondi o 60-100 € per uno da 30 secondi. Sono prezzi indicativi: devi adattarli al lavoro che richiede ogni progetto.

Quanto chiede un UGC Creator per un video da 30 secondi?

Secondo i range indicativi di questa guida, un video da 30 secondi può stare tra 60-100 € per chi inizia, 120-180 € per i creator in crescita e 180-300 € per i professionisti.

I diritti d'uso sono inclusi nel prezzo di un video UGC?

Non necessariamente. La creazione del contenuto e i suoi diritti d'uso si possono mettere a preventivo separatamente. Prima di accettare una collaborazione, concorda con il brand se userà il video in modo organico o in pubblicità, per quanto tempo e su quali canali.

Quanto si chiede per i diritti d'uso UGC?

Non esiste una tariffa universale. Puoi includere un periodo definito nel prezzo iniziale e far pagare a parte le estensioni. Come riferimento indicativo, in questa guida proponiamo un 50% in più per ogni 3 mesi extra di diritti d'uso.

Quali extra può far pagare un UGC Creator?

Puoi far pagare a parte servizi come hook aggiuntivi, revisioni extra, scrittura dello script, foto UGC, adattamenti ad altri formati, consegne urgenti o spostamenti. Possono esserci extra anche quando la produzione richiede la presenza di altre persone o di animali.

Devo accettare prodotti come pagamento per creare UGC?

No. Ricevere un prodotto può essere utile quando stai iniziando e vuoi costruire il portfolio, ma un prodotto non sostituisce automaticamente un compenso quando il brand chiede un lavoro professionale con brief, contenuti da consegnare, scadenze e diritti d'uso.

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